Tutti pensano che debba imparare a camminare solo lei, la piccola. Ma non è così. Impariamo tutti insieme. Marco impara a camminare con lei sulla testa, le gambe grasse e bargigliose intorno al suo collo, come una collanina portafortuna. Io imparo a camminare accanto a lui, li guardo insieme e vedo quanto si somigliano, e loro vedono quanto lei somiglia a me.
Siamo partiti per l’X-Tour. Ogni posto è nuovo è bello. C’è Michael, un tipo pagato apposta per portarci in giro e farci vedere le cose belle. Ogni tanto ci parlo in inglese e Marco è geloso, perché non capisce tutto quello che ci diciamo. Il bello è che mi basta sorridergli e gli passa. Mi sa che comincia a fidarsi DAVVERO di me. Cioè: non deve pensarci su, non lo deve elaborare con la testa. Si fida delle espressioni che faccio. Ormai le conosce così bene.
L’altro giorno siamo andati a comprarci delle caramelle. Una delle cose belle di girare all’estero è comprare caramelle più colorate e con gusti più esotici di quelle che si trovano in Italia. Ci hanno dato il resto. Sulla banconota da cinque euro qualcuno aveva scritto “I Miss You”. Ho guardato quella scritta, ho dato a Marco una morsa affettuosa con la mano sul braccio e gli ho detto: “Questo spera che prima o poi la banconota torni tra le mani della ragazza che gli manca. Magari sta in un altro paese”. Marco mi ha sorriso. “Tu non hai mai fatto una cosa tanto romantica per me”, gli ho detto; poi l’ho baciato. E, nel bacio, sentivo che sorrideva come se la sapesse lunga.
E’ bello scoprire un sorriso ad occhi chiusi, solo con un bacio.
Un caro saluto a tutti.